Sono le 7:20 e Aline è già in ritardo. L'armadio del suo appartamento a Ginevra è pieno, la sedia della camera sparisce sotto i vestiti provati e abbandonati, eppure ha l'impressione di non avere «niente da mettersi». Un sabato mattina ha tirato fuori tutto. Ecco il metodo che ha seguito.
Passo 1: tirare fuori tutto, una categoria alla volta
Non tutto l'armadio in una volta, ma una categoria alla volta: prima i pantaloni, poi le magliette, i maglioni, i vestiti, le scarpe. Vedere tutti i propri jeans ammucchiati sul letto è spesso uno shock salutare: Aline ne aveva undici e ne portava tre.
Passo 2: quattro domande per ogni capo
- L'ho indossato nell'ultimo anno?
- Mi sta bene oggi, non «quando avrò perso due chili»?
- Mi sento bene quando lo porto?
- Se lo vedessi in negozio oggi, lo comprerei?
Due «no» e il capo parte. Per quelli davvero incerti, Aline ha preparato uno scatolone «forse», chiuso e datato: se non viene aperto entro tre mesi, va in donazione senza essere riaperto.
Passo 3: sistemare secondo la frequenza d'uso
Ciò che si indossa ogni settimana va ad altezza di occhi e mani. Il fuori stagione va in alto o in scatole sotto il letto. Nella Svizzera romanda, dove si passa dai maglioni invernali ai vestiti estivi, la rotazione due volte l'anno libera da sola un terzo dello spazio.
Passo 4: piegare in verticale
Nei cassetti, magliette e maglioni piegati in verticale si vedono tutti con un solo sguardo. Niente più pile da sollevare per trovare quello in fondo, e l'ordine dura molto più a lungo.
Passo 5: una regola perché duri
Un capo che entra, un capo che esce. E un cestino nell'armadio per ciò che va donato: quando è pieno, parte. Niente nuove pile, niente sedia che trabocca.
«Ho tenuto meno della metà dei miei vestiti. Mi vesto in cinque minuti e finalmente ho l'impressione di avere cose da mettermi.» — Aline
Serve uno sguardo esterno?
La selezione del guardaroba è uno dei nostri forfait più richiesti, da CHF 250 per circa tre ore. Selezioniamo insieme a voi, organizziamo lo spazio e ci occupiamo della donazione dei vestiti, a Ginevra, nel canton Vaud e in Vallese.
Le persone di queste storie sono immaginarie, ispirate a situazioni comuni nella Svizzera romanda.
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